UpTech

Up-Tech è uno studio clinico randomizzato (RCT) multi-componente che integra le precedenti evidenze sull’efficacia delle strategie per la cura dell’ Alzheimer (AD), in un design completo e ambizioso, allo scopo di ridurre il carico fisico e psicologico degli assistenti familiari e di mantenere a casa i pazienti affetti da demenza.
Uno degli interventi testati durante il processo è stata l’installazione di un kit AAL. In particolare, a seguito di un periodo di reclutamento di 6 mesi, 438 diadi composte dal paziente e dal suo caregiver sono state arruolate nello studio e randomizzati in uno dei tre bracci dello studio, come specificato nel protocollo di studio.
Grazie all’ausilio delle metodologie user-centered design, la selezione dei componenti dei kit installati nelle case dei pazienti, è stata guidata da una precedente analisi congiunta dei problemi da cui sono affettii pazienti AD, come ad esempio deterioramento cognitivo e wandering, integrati alle esigenze dei loro caregivers. Inoltre, i risultati delle precedenti esperienze sono state incorporati per l’adeguamento delle classiche tecnologie domotiche pensate per gli ambienti assistivi.
Ogni kit è composto da un’unità di gestione centrale (CMU), che raccoglie i dati trasmessi da una serie di sensori situati in diverse posizioni all’interno della casa in modalità wireless. Tali informazioni vengono poi processati secondo la configurazione specifica dell’unità stessa. I nodi periferici collegati alla CMU includono: sensore di allagamento, rilevatore di fumo o gas, sensore di presenza a letto,sensoremagnetico per la rilevazionedell’apertura / chiusura di porte o finestre.È inoltre inclusa la presenza di una luce di cortesia comandata dal sensore di presenza a letto.
Il kit UP-TECH è stata progettato per funzionare correttamente 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana, dopo essere stato messo a punto e configurato non necessita di alcun tipo di azione o intervento da parte dell’utente. Infatti, il kit non deve compromettere abitudini o azioni del paziente all’interno dell’ambiente domestico. Il kit è stato installato da un tecnico esperto, con il supporto del case study manager che effettuava la formazione al familiare sull’utilizzo.
Deille144 diadi che avevano diritto a ricevere il kit tecnologico, 39 diadi (27,1%) lo hanno rifiutato, mentre 23 diadi (16%) hanno lasciato la sperimentazione per motivi diversi (decesso, ritiro, istituzionalizzazione…). Nel complesso, la tecnologia è stata utilizzata nelle case di 82 diadi (56,9%). Per capire il grado di soddisfazione degli utenti con il kit, un’ intervista qualitativa formatada 14 domande, è stata effettuata dopo quattro mesi dall’avvenuta installazione.
L’intervista qualitativa ha rivelato che il 66,3% delle famiglie sono state soddisfatte dal kit e una percentuale di rilievo(97,5%) pensava che il kit fosse facile da usare. La tecnologia ha reso il 43,8% dei caregivers più sicuri e a proprio agio e la maggioranza degli stessi (55%) ha dichiarato di aver ridotto ilmonitoraggio del paziente grazie all’uso del kit. Più di un quarto degli intervistati (26,3%) si è dichiarato disposto ad acquistare il kit.